in cerca di editore

Ireland

4 dicembre 2009 · 1 commento

Siamo al 4 dicembre, tra 27 giorni saremo nel 2010.
Idee per Capodanno: zero!
L’unica voglia sarebbe quella di andare a Dublino, spendere senza pensarci i soldi per il viaggio, fregarmene quello che succederà dopo con le spese mensili.
E tornare magari con qualche pagina da scrivere o qualche idea da mettere nero su bianco, come mi succede ogni volta che sono a 100 km da casa.

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Sorrido mentre mi guardi

10 novembre 2009 · Lascia un commento

C’è questo concerto a Roma, vinco due biglietti e ci vado con l’amica di sempre.
L’artista ha avuto un picco di popolarità alla fine degli anni 90, poi una svolta (in positivo per me!) artistica e ora ha un pubblico di nicchia (presenti circa 300 persone).
…difatti fatico a trovare chi mi accompagna.

Tra un Bacardi e una birra, inizia il concerto: la cantante (perchè è una donna) si posiziona dietro alla batteria e snocciola la sua scaletta. Ad ogni canzone rimango sempre più affascinato dalla potenza della voce e dalla sua femminilità.
La mia amica apprezza e batte le mani a più riprese.

Poi l’artista, dopo i “grazie” di rito, fa una piccola premessa alla canzone che andrà ad eseguire.
Questa canzone parla di una ragazza che ha sofferto per amore ma che nonostante tutto ritorna a sorridere…
Io e la mia amica ci guardiamo: forse è un pò la sua situazione, se non fosse che lei non sorride molto.

La canzone inizia, ascolto le parole una per una e mi colpisce sempre più. Chiudo gli occhi e immagino me e una ragazza che gli anni non hanno eliminato o allontanato da me, nonostante avessi cercato di farlo.
Siamo nel salotto di casa a lume di candela,  salotto di casa sua, con un bicchiere di vino in mano, questa canzone in sottofondo e noi due che balliamo lentamente…
perchè questa canzone parla di noi, alla fine.
Persi anni fa e ritrovati nel modo più assurdo possibile: alla messa di Natale!
E lentamente in questo ultimo mese sto cercando di eliminare tutto quello che ho scritto nel post precedente, tutto questo solo per noi…

E alla fine della canzone, mi abbraccio la mia amica vicino a me: posso immaginare quello che ha sognato lei durante questa canzone…
…e lei sorride, un pò per imbarazzo e un pò perchè gli abbracci danno tanto calore.

averti incontrato per caso sembra scritto nel nostro destino…

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Finisce l’amore come finisce la benzina

19 ottobre 2009 · 9 commenti

A volte penso di aver dato così tanto in passato di non aver tenuto scorte per il futuro… e che tutto l’amore, i sentimenti, la voglia di una vita di coppia siano cose che al momento non mi toccano più di tanto.
E la cosa è abbastanza triste, no?!

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Nessuna gloria agli eroi (o pseudo tali)

29 settembre 2009 · 4 commenti

Ultimamente mi sto imbattendo in una serie di libri che aumentano la mia voglia di scrivere: succede quando prendi in mano lo scritto di qualcun altro e ti viene spontanea una delle due domande principali che si fa uno scrittore in erba.

  1. Posso far meglio (quando il libro è brutto e l’autore ha successo…vedi Moccia)
  2. Vorrei aver scritto una storia simile (quando hai apprezzato il modo di scrivere e la storia proposta)

Lo scorso anno avrei voluto scrivere “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano perchè, e nessuno dica il contrario!, trasmette emozioni a valanga e cattura l’attenzione del lettore dalla prima all’ultima pagina.
Quest anno invece sono combattuto tra due libri: “Chiedi alla polvere” di John Fante e “Mercoledì delle ceneri” di Ethan Hawke (si, lui, l’attore). A dirla tutta avrei voluto scriverli entrambi perchè se l’uno mi porta nella Los Angeles degli anni della Depressione, l’altro mi cattura per la storia d’amore e per la tematica del viaggio a me sempre cara.
Se per caso mi venisse voglia di chiedere in giro “hai mai letto uno di questi titoli?“, 1 su 10 direbbe di si (e sicuramente sarebbe John Fante), 5 su 10 direbbero li conosci solo te, 2 su 10 direbbero ho letto qualcosa e i restanti 2 direbbero  li ho sentiti nominare…frase utilizzata per dire “forse ma boh non lo so, non voglio passare per ignorante”

Il che è un vero peccato perchè sono storie che valgono (di “Chiedi alla polvere” è stato fatto anche un film, trasformato in una porcata però!, con Colin Farrel e Salma Hayek).

“disse che dovevo cominciare a calcolare la mia virilità non dalla quantità di fica che riuscivo a rimediare, o dal numero di ragazze che riuscivo a portarmi a letto, ma da quanto riuscivo ad essere fedele a una stessa ragazza. Quanto poco riuscivo a mentirle. Quando spesso riuscivo a starle accanto quando serviva. Quanto ero disposto ad amare la vita che avevo piuttosto che desiderare quella degli altri”

Mercoledì delle ceneri – Ethan Hawke
pag. 62

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A volte uno strappo…

25 settembre 2009 · 2 commenti

…è una necessità!

é uno dei cavalli di battaglia di un mio amico, che qui cito, e che non verrà mai a saperlo…

Ho riflettuto su tante cose in questo periodo di assenza: è giusto nascondermi dietro ad un nick? è giusto portare avanti questo blog?

Ma soprattutto: è giusto rimuginare sul mio romanzo rifiutato?

Le risposte sono state: SI – SI – NO. Perchè la mia identità non deve influire sulle persone che leggeranno questo blog (ancora molto poche, non ho aggiornato più di tanto e non ho pubblicizzato quà e là questo spazio…). Perchè questo blog è una sorta di sfogo dalla mia verà identità, perchè il mio alter ego che scrive non è conosciuto da molti e non vorrei mettermi troppo a nudo con tante persone (non ancora).

E dopo qualche mese ho ripreso in mano il mio romanzo e… mi ha trasmesso poco! Sono sincero: la storia mi piace, come l’ho scritto mi piace ma ho notato che non sono molto discorsivo, anzi mi perdo molto dietro tante parole e concetti. Faccio un esempio stupido e inventato:

Sono andato a vedere un film al cinema: il negozio che si trova vicino al multisala mi ricorda quando da bambino mia madre mi portava a comprare dei maglioni di lana così fastidiosi che il più delle volte preferivo togliermeli, tant’era il prurito. Forse è a causa di quel prurito se non ho mai amato più di tanto la lana.
All’ingresso del cinema ho preso un sacchetto di pop corn…

Andando ad analizzare queste righe, si può capire che il testo riporta dei flashback con delle informazioni che possono ripercuotersi nel presente ma che, spulciando, non dicono nulla. Ho scosso l’attenzione del lettore che immagina il protagonista andare al cinema: nella sua mente, il lettore vede una persona che va al cinema e si domanda “come mai? cosa andrà a vedere? cosa succederà?”… invece queste domande gliele distruggo citando un flashback inutile che potrebbe essere inserito, non so, quando il protagonista sta scegliendo un capo di abbigliamento in una parte della storia. In quella situazione sarebbe appropriato, nell’esempio sopra fatto…no!

Queste “pause” sono frequenti nel mio romanzo e non ne permettono una lettura fluida: da migliorare!

Nel frattempo ho iniziato a buttar giù un paio di capitoli per un libro molto più impegnato dell’ opera prima e su cui dovrà avere la massima concentrazione: l’idea, a mio avviso, vale tantissimo!

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Le cose cambiano

27 luglio 2009 · Lascia un commento

Falso allarme: non parlo del libro!
E’ una semplice considerazione sul lungo processo della vita, di come le strade dividano persone fino a poco tempo fa unite. E di come tante altre uniscono persone fino ad ora separate.
La mia vita ultimamente è perennemente un continuo di direzioni in attesa di quella giusta: ci sono cose concrete, certezze, ma ci sono anche cose non ancora ben definite.

Un piccolo germoglio di vite è in grado di crescere anche nel cemento. Il salmone del Nord-Ovest del Pacifico è pronto perfino a morire per la sua ricerca, viaggiando centinaia di miglia, controcorrente, con un unico scopo: il sesso naturalmente. Ma anche… la vita

Appunto, l’amore. La vita.
E mentre cerco una giusta melodia, delle giuste parole, da dedicare ad una ragazza…
…faccio un salto sul facebook della mia ex e ci trovo inserito un video di un gruppo musicale “nostro”, che era nostro, che è una cosa condivisa, che è un gruppo musicale amato in egual modo da entrambi, che le loro canzoni eravamo noi.
E che una loro canzone è in pratica il titolo del mio romanzo.
Il video in questione è inserito e sul famoso “mi piace”, trovo il nome della nuova situazione sentimentale della mia ex.
Ho sorriso per la poca originalità nel condividere qualcosa che è già stato condiviso e che non può suscitare altre emozioni di quelle già date. E il sorriso ha cancellato lo stupore e l’esserci rimasto di sasso per quella “condivisione” nel cui posto una volta c’ero io.

Appunto c’ero.
Ho sorriso ancora, ho chiuso la finestra e ho alzato di più il volume del video che ascoltavo via youtube. Rendendomi conto che le cose cambiano ma alcune persone no.
O forse mi creo io tanti problemi ad essere sempre originale: peccato che non lo ritengo un problema!

See you in the bitter end!

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Into the change

21 luglio 2009 · 1 commento

Ho appena terminato le prime modifiche al mio libro “bocciato” e non sono in grado di dire se quello che ho corretto sia un bene o un male. So solo che andava fatto, pur sapendo che il “nuovo” stile andrà a stravolgere la narrazione o addirittura la trama.
L’intreccio degli eventi, innanzitutto, è stato riportato al modello originale, eliminando completamente gli sbalzi di tempo da un anno all’altro: non nego il mio dispiacere nel disfare questa tecnica (ripresa da “IT” di Stephen King) ma senz altro avrò modo di riutilizzarla per altri lavori.
L’agente letterario è stato chiaro: non si capiva molto con questi sbalzi temporali e si rischiava di andare fuori percorso ogni volta.

E tra una correzione e l’altra, la mia mente vola ad una vacanza in programma nelle prossime settimane. Ho deciso di partire anche da solo, senza paura e timori vari: mi fido delle mie capacità! E’ la stessa cosa del romanzo: o modifico in qualche modo o rimarrà nel cassetto… in questo caso si parla della mia vita. O decido di andare in vacanza da solo (visto che le buone compagnie per andare in giro sono già state prese o impossibilitate) oppure rimango a casa.
Tra le due opzioni, meglio cambiare ed essere “pubblicato”

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Estratto # 1: il loro primo incontro

14 luglio 2009 · Lascia un commento

In quel pomeriggio d’estate, tra una giocata di nascondino e qualche giocata a calcio, vidi per la prima volta quel viso. Quello di Lei! Era seduta sul marciapiedi con altre amichette ma sembrava tenersi più ai bordi che dentro il discorso. I capelli erano corti, sembrava un maschietto se non fosse per gli occhi che non tradivano la sua femminilità: già allora erano sorridenti.

Era già bellissima a 6 anni.

Mi avvicinai a Daniele e con la scusa di voler chiedere un sorso della borraccia di quelle ragazze, le uniche con la bicicletta nel giro di un chilometro, gli chiesi come si chiamasse quella bambina con i capelli corti.

<< Ma chi, quella? >> fece indicando con il dito << ma quella è una deficiente! >>

<< Si ma io ho sete >> gli risposi

<< Eh, vai da loro e ti prendi la borraccia…mica devi chiedere, altrimenti gli diamo qualche calcio in culo >>

Andai dalle bambine con la sicurezza di chi è più grande e che viene da altre zone della città, quel fascino di straniero che dentro di me dava sicurezza e capacità di rimorchio. Sarebbe stato bello avere una fidanzatina da questa parte della città: avrei avuto più scuse per tornare in questo vialone. Mi avvicinai a quella versione di Lei a 6 anni e le chiesi la borraccia per bere.

<< Non ce l’ho, l’acqua >> mi rispose tutta tranquilla << forse ce l’hanno loro>> fece indicando le altre bambine << chiediglielo… >>

Poi tornò a seguire quei discorsi inutili da bambini.

Non chiesi alle altre se avevano acqua nelle borracce, anche perché non avevo sete ed era solo una scusa per conoscerla. E me ne andai con il cuore a pezzi, o almeno quello che credevo potesse essere una delusione d’amore o un male d’amore. A 10 anni.

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Sabato sera

12 luglio 2009 · Lascia un commento

<< Perchè mi rifiuti? >> Ismaela era seria e molto sexy in quell’abito rosso fuoco che ne esaltava le forme e la rendeva appetibile agli sguardi di tutti.
Ma non a quelli di 3D.
<< Non posso…sono fidanzato… il tradimento non è una cosa che mi hai mai esaltato…mi dispiace >> rispose dopo aver tirato dalla sigaretta.
<< Ma tu non tradiresti… >> rispose Ismaela.
La voce era diventata ancora più sexy e irresistibile.
<< Se tu mi porti di là, in quella stanza, ci sarà sicuramente un tradimento >>
<< Il tradimento è solo uno: quello del cuore! Tutti i sentimenti che una persona tiene al sicuro e ravviva devono essere solo di una persona: è quella cosa che chiamano amore…! Soltanto quando si danno queste cose, già promesse ad una persona cara, ad un’altra…beh, lì vuol dire tradire! Scopare non è tradire, è istinto: pretendere indietro il proprio cuore dall’amata e donarlo ad un’altra, è peccato mortale! >>

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Walk on

9 luglio 2009 · Lascia un commento

Tornato da poco dal concerto degli U2 a Milano e con una riflessione scaturita dalla lettura del giornalino che alcuni ragazzi distribuivano fuori dallo stadio.
In pratica tappa dopo tappa gli articolisti hanno ricostruito il successo U2 ma…
effetto farfalla
…se il batterista non avesse affisso quel famoso annuncio sulla bacheca della scuola, in cui ricercava musicisti per formare una band, ora non saremmo qui a parlare di U2.

Qualche tempo fa qualcuna ha inserito in una traccia cd trenta secondi di un discorso recitato da una bambina: il succo era che se un sogno è solo di una persona, è una convinzione che rimane solo ad una persona. Se invece è il sogno di più persone, è l’inizio di una nuova realtà.

Gli U2 hanno sognato insieme ed eccoli lì.
La bambina invia messaggi sul sogno comune.

La differenza tra me e loro?
Ho un libro in cerca di editore, un sogno d’amore interrotto mesi fa e un gruppo di amici che non ha molta voglia di andare in vacanza.
In pratica, sto sognando da solo!
Ma non mi abbatto: io, a differenza delle bambina, penso che un sogno si può raggiungere anche da soli, pur non condividendolo. In più persone sarebbe bello ma è altrettanto bello vederlo realizzato e decidere chi coinvolgere e chi no.

Quindi vado avanti (Walk on) quello che hai non lo possono rubare

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