Corrado Guzzanti, quasi dieci anni fa, coniò un grandissimo slogan a proposito de La Casa delle Libertà:
facciamo un pò come cazzo ci pare!
Ossia la prova vivente delle dichiarazioni che oggi ho letto su Corriere.it
Del resto, ancorché preoccupato, sembra che il Cavaliere sia convinto che alla fine si troverà una soluzione: non è possibile— ritiene— che nella regione della Capitale il primo partito del Paese, accreditato del 40% dei consensi, venga escluso dalla tornata elettorale, che «la burocrazia prevalga anche in un caso del genere, così importante».
Faccio notare che non sono, come forse potete pensare!, uno “scrittore intellettuale sinistroide” che sfoggia il suo sapere per scrivere proclami a favore della democrazia e per alimentare l’idea che in Italia si stia procedendo verso una dittatura.
Semplicemente dico che le regole vanno rispettate, che ci sono dei termini utili per presentare le documentazioni e che fuori da questi termini…beh, si è fuori! Scuoto la testa nel pensare che un Presidente del Consiglio affermi quanto sopra detto, facendo passare la burocrazia e le regole per qualcosa che, in casi eccezionali, si possano pure infrangere.
Tanto facciamo un pò come cazzo ci pare!
In compenso mi ha fatto pena leggere l’intervista ad Alfredo Milioni, colui che è stato indicato come il colpevole dell’esclusione del PDL dalle regionali del Lazio.
non posso che darti ragione.
la vedo tutta come una tattica, a dire la verità…